Non è una Carbonara per Vecchi

PeG: con questo post abbiamo intenzione di inaugurare una serie di “ospitate”, non sappiamo ancora con quale frequenza, ma l’intenzione è di dare spazio a chi abbiamo incontrato e ci ha stupito per le proprie doti culinarie. L’ospite di oggi è Stefano, un amico dei tempi dell’università, con il quale abbiamo condiviso la cucina in più occasioni (vedi la ricetta delle uova di quaglia del marzo scorso) e che ci ha entusiasmato per la sua interpretazione della carbonara, che riteniamo un “must”. Inoltre, ci entusiasma il suo modo di scrivere, che lasciamo inalterato, ben rappresentando il suo stile, senza peli sulla lingua, diretto ed efficace. Buon divertimento!

Stefano: Bene signorine (e con signorine non mi riferisco alle signorine in senso anagrafico bensì a tutti coloro che, uomini, donne, bambini, etero, omo, emo, trans, metro ecc. pensano di avere il carattere e la forza di confrontarsi con ogni tipo di cucina), quella che vi sto per descrivere Non è una carbonara per vecchi! E se notate, infatti, ho escluso in vecchi dal mio elenco.

Sì, perché la carbonara, che non è un piatto romano come molti pensano, innanzi tutto è un primo che lascia spazio all’interpretazione, esattamente come un’altra colonna portante del mondo enogastronomico: il Bloody Mary, ma di questo ne parlerò più avanti.

Insomma, se vi considerate esperti gourmand, attenti ai sapori (giustamente) ma anche alla leggerezza dei piatti, smettete di leggere e andate a mangiarvi una galletta di riso con una foglia di bresaola, e buon appetito (se di buon appetito si può parlare) perché la mia è una ricetta coi contro cazzi.

Dopo aver mangiato la mia carbonara, scordatevi di andare a ballare, farvi una bella scopata o sostenere una conversazione intelligente! Dopo la mia carbonara vi servirà solo un comodo divano, un digestivo e una bottiglia d’acqua da mettere sul comodino accanto al letto… possibilmente gasata. E mi raccomando, mettetela subito dopo cena la bottiglia d’acqua, perché appena vi accomoderete sul divano, tempo forse 12/17 minuti, crollerete in un sonno profondo, quasi catartico, dal quale vi risveglierete di soprassalto verso le 3 di notte, smarriti, persi. Vi chiedere: “Ma dove sono? Cosa è successo?”. Una volta ricostruita la serata vi trascinerete a letto, e nel tragitto tra il divano e il letto, in una sorta di ipnosi, rivivrete quell’orgasmo culinario provato poche ore prima e vi accascerete tra le lenzuola. E lì, in quel preciso momento vi renderete conto di necessitare di una discreta quantità di acqua per superare la notte. E la suddetta acqua sarà lì ad attendervi, sul vostro comodino.

Ma veniamo alla ciccia del discorso: la ricetta!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

–       150 gr di guanciale;

–       150 gr di pancetta affumicata;

–       uova: 4 rossi più 2 interi;

–       pecorino romano 100 gr;

–       grana 100 gr;

–       ½ cipolla rossa di Tropea;

–       sale (io lo sconsiglio perché la pancetta è già molto saporita);

–       pepe: qb;

–       1 francesino a testa per la scarpetta finale!

Con queste dosi io consiglio 120/150 gr di pasta a testa, possibilmente Senatore Cappelli o Verrigni, ma soprattutto pasta corta.

Ora, visti gli ingredienti, qualcuno potrebbe osservare che la ricetta “vera” che fanno a Roma ha solo il guanciale, non ha la cipolla ecc. Bene, i suddetti possono prendere un bel Frecciarossa e andare nella Capitale a farsi una bella carbornarina da principianti. Sono nato a Padova, cresciuto a Torino e vivo a Milano: la carbonara la faccio come voglio io!

Vi devo, però, spiegare come farla, altrimenti voi mi mettete tutto insieme, rovinate le uova… fate un casino!

Prima cosa, mettete guanciale e pancetta affumicata in una padella antiaderente e fatele andare (certo, se voi invece che comprare le vaschette con la materia prima a dadini vi procuraste due belle fettone, spesse in salumeria da tagliare al coltello sarebbe tutta un’altra cosa, ma questo dipende dai vostri culi pesanti). La doratura dipende da voi. Io sconsiglio di bruciacchiare pancetta e bacon, ma anche di lasciarli troppo morbidi. La croccantezza in bocca è tutto!

Una volta raggiunta la consistenza desiderata, togliete dal fuoco e scolate guanciale e bacon. Dico scolate, perché almeno eliminate il grasso sciolto del maiale. La mia carbonara è impegnativa, ma non vi voglio nemmeno uccidere!

Seconda cosa da fare è tagliare mezza cipolla di Tropea, e farla soffriggere con un filino di olio. Quando inizia a soffriggere, aggiungete per 3 volte 1 dito d’acqua di un bicchiere e continuate a farla andare, fino a che non sia ben rosolata e abbia perso le caratteristiche che la rendono difficile da digerire.

Passaggio successivo: mettete insieme guanciale, bacon e cipolla, e teneteli da parte.

Poi prendete una bull (una terrina) ci mettete dentro 4 rossi d’uovo più due uova intere, uno zic di sale per chi mangia molto saporito e pepe. Prendete una frusta e ci date giù quasi a montare le uova. Poi ci buttate dentro grana e pecorino e lì sì che dovete darci dentro! Dovete fare quasi una spuma, deve montare. Dopo di che, mettete dentro guanciale, bacon e cipolla e rimontate tutto. Se vi doveste rendere conto che non è molto cremoso, aggiungete mezzo cucchiaio di olio extravergine e montate ancora.

Quando la pasta è cotta (al dente mi raccomando, nemmeno ve lo dovrei dire) scolatela, aspettate 10/15 secondi che perda la temperatura di cottura, e buttatela nella bull mescolando molto bene.

Per chi pensasse che il passo successivo sia quello di buttare tutto in padella e farlo saltare, ecco, il mio consiglio è di smettere di pensare! In questo modo l’uovo si cuoce e viene una frittata alla carbonara!

Detto questo impiattate, stappatevi una bella bottiglia di rosso e godetevi: Questa non è una carbonara per vecchi!

Sarà una libidine!

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