L’incontro con il Re dell’Oca, Gioachino Palestro

P: Avevo sentito parlare di questo personaggio in diverse occasioni, ero curioso di conoscerlo e settimana scorsa è capitata l’occasione giusta con una cena insieme a Rosita Dorigo (food designer), Camillo Pisano (direttore de I piaceri della vita), la collega blogger Giovanna Hoang e gli chef Fabio Barbaglini (1 stella Michelin) e Gianni Sarzano (ristorante il Bivio di Quinto Vercellese); ma il protagonista era lui, Gioachino Palestro, colui che viene definito il Re dell’oca, colui che ha riportato l’oca sulle tavole italiane.

Lo potrei definire uno di quei personaggi di una volta, dal grande carisma, che ama fare le cose come si deve, a modo suo e che hanno mille esperienze da raccontare.

Nata da una famiglia di agricoltori, il suo rapporto con le oche è iniziato dapprima per gioco poi trovò sul suo percorso Giacomo Bologna (Braida – Azienda Vitivinicola) che lo ha incoraggiato, incentivato, spronato a credere in questa attività; lotta contro i falsi miti come il fatto che la carne dell’oca sia grassa, anzi lui sostiene con fermezza che sia magrissima ma soprattutto non ama sentir parlare di Foie Gras, anzi, per lui è rigorosamente Fegato grasso d’oca perché è un prodotto nato in Italia e non in Francia come affermano i nostri vicini. Il fegato grasso d’oca lo produce in due modi, uno con oche che si alimentano con il mais e uno con oche che hanno un’alimentazione a base di fichi secchi come facevano gli antichi romani. C’è poi anche un terzo modo che sta portando avanti piano piano con un’alimentazione a base di frutta conservata naturalmente che sta dando risultati in termini qualitativi davvero straordinari.

Perché l’oca è legata a Mortara ?
L’oca è diffusa principalmente nella pianura padana perché ha il suo habitat naturale legato alle risaie, in Lomellina se ne parlava già intorno all’anno 1000, poi gli ebrei nel 1462, con l’autorizzazione di Ludovico il Moro, vennero a Mortara per fare il loro insaccato (Kasher) che oggi viene chiamato ecumenico.

La qualità dei suoi prodotti è garantita da questa grande passione che trasuda dalle sue parole, dai toni e dai termini affettuosi che usa, in fatti non parla di allevamenti, ma di aziende agricole che “tengono” le sue oche, non fanno gavage (alimentazione forzata) e di conseguenza hanno almeno 160 gg prima di essere lavorate rispetto ai 90 gg di altri produttori.

Il mio consiglio…andate a trovarlo, potete anche organizzare una cena con i vostri amici, sicuramente starete davvero bene.

Corte dell’Oca di Gioachino Palestro
Via Sforza, 27 – 27036 Mortara (PV) – Tel. 0384.98397
E-mail: info@cortedelloca.com
http://www.cortedelloca.com/

L’album fotografico completo della serata lo trovate qui: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.256447784510379.1073741862.142548325900326&type=1&l=3ecf7cb1d1

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Torcione di Fegato d’oca e Patè di Fegato d’oca con crostini di pan brioche e composta al melone.

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Da sinistra in senso antiorario, Salame crudo d’oca ecumenico, petto d’oca, galantina d’oca, salame d’oca di Mortara e  mortadella di fegato d’oca.

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L’oca al forno e le patate cotte nel grasso d’oca.

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