Chefs4Passion nelle Langhe

G: ogni anno, con l’arrivo dell’autunno, faccio il proposito di visitare le Langhe, area del Piemonte nota per il buon vino, il buon cibo e, ovviamente, il preziosissimo tartufo bianco. Per un motivo o per un altro, erano trascorsi parecchi anni dal mio ultimo viaggio in quel territorio ma l’anno 2013 ha visto le migliori condizioni climatiche possibili per il proliferare di squisiti funghi e tartufi, pertanto, non potevo proprio mancare! Mi sono organizzato con la mia dolce metà e altre due coppie di amici (oltre alla buona cucina, la vista gode di paesaggi meravigliosi, molto romantici) e siamo partiti alla volta di Neive, piccolissimo centro sito a pochi chilometri da Barbaresco. Qui abbiamo soggiornato per un fine settimana, gli ultimi due giorni della Fiera del Tartufo Bianco di Alba per la stagione 2013. Abbiamo scelto un b&b da internet, Casa Margot (http://www.casamargot.it/) dove il proprietario di casa, Reginaldo, ci ha subito accolti con un buon bicchiere di vino e un piccolo aperitivo. Le immagini del sito non rendono la bellezza di un posto tanto curato e non possono descrivere la squisita ospitalità e la magnifica prima colazione, a base di prodotti tipici delle langhe, dolci e salati. Reginaldo ci ha così consigliato di visitare luoghi un po’ meno conosciuti della zona, in quanto durante il periodo di fiera, il turismo fa lievitare non poco i prezzi. Abbiamo seguito solo in parte i consigli del nostro ospite e ci siamo diretti subito ad Alba, dove abbiamo fatto acquisti al mercato: il cardo gobbo, i peperoni cuneesi, il Castelmagno, le tome e non potevamo perderci una visita in fiera. Prezzo d’ingresso 2 euro, prezzo di uscita 50! Come potevo perdere l’occasione di acquistare un tartufo bianco! La scelta è stata coadiuvata da un professionista facente parte della giuria sita al centro della fiera il quale, senza indicarmi il miglior tartufo tra quelli in vendita, mi ha consigliato i criteri per riconoscere un buon tartufo: il profumo, ovviamente; la consistenza al tatto, né troppo duro né troppo molle; la data in cui è stato raccolto (meglio consumarlo entro una settimana). I prezzi quest’anno erano particolarmente contenuti, vista la grande quantità e variava dai 200 euro ai 390 euro all’etto.

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Per il pranzo abbiamo seguito il consiglio di Reginaldo e ci siamo allontanati dalla “via del vino”, giungendo a Cherasco, delizioso comune ricco di ristoranti. Avevamo l’imbarazzo della scelta e abbiamo optato per l’Osteria della Rosa Rossa che con pochi euro ci ha deliziato con piatti splendidi: dal flan di cavoli con bagna caoda ai tajarin fatti a mano con il ragù, gli agnolotti del plin, le lumache e i dolci…da provare! Dopo aver visitato una mostra monografica di Sironi ci siamo diretti presso un luogo di culto del Piemonte, presente a Torino, Cherasco e…New York!

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La pasticceria Barbero (www.pasticceriabarbero.com), un autentico tempio del cioccolato, con i suoi tipici e impareggiabili Baci di Cherasco, un luogo da non perdere se ci si trova in zona! Durante la giornata abbiamo avuto modo di degustare un Dolcetto d’Alba di Priavino (si è andati per gradi), seguito da un Nebbiolo di Damilano. Abbiamo concluso la giornata con una visita al comune di Barolo, dove abbiamo visitato alcune cantine, degustato e acquistato. Degna di nota è certamente la cantina Borgogno (www.borgogno.com), che dal 1761 produce Barolo. Alcune bottiglie esposte erano da brividi e anche i prezzi non lasciavano impassibili gli avventori. Ci siamo rivolti poi a Damilano (www.cantinedamilano.it), dove siamo rimasti colpiti dal Nebbiolo, davvero sublime e, soprattutto dal Barolo Chinato, buonissimo.

Dopo esserci scolati una magnum di Nebbiolo a casa di Reginaldo con molti prodotti tipici acquistati in serata, abbiamo dormito serenamente e ci siamo svegliati come se il giorno prima non avessimo bevuto affatto: questo è l’effetto che fa il buon vino. Prima di rientrare a Milano, abbiamo visitato Barbaresco, dove abbiamo appurato che la cantina Gaja non vende direttamente al pubblico e abbiamo così percorso le vie del centro e degustato nella cantina centrale alcune qualità di Barbaresco, davvero buono, anche se io preferisco il Barolo. Degno di nota è un produttore del luogo che non vende all’infuori della sua cantina, Le Rocche Dei Barbari (http://www.le-rocche-dei-barbari.com/) e, quindi, per degustarne i meravigliosi prodotti, bisogna dirigersi a Barbaresco.

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Abbiamo terminato la nostra gita con un’abbuffata (condita anche da 100gr. di tartufo bianco) all’Osteria dell’Amicizia di Roddino, con altri Dolcetti, Nebbiolo e Barolo che accompagnavano tajarin, carne cruda e tantissimi altri piatti.

Un post non è sufficiente per descrivere le emozioni che si provano a visitare un così bel luogo, tanto accogliente e nonostante i prodotti di eccellenza, anche a buon mercato. L’amore degli abitanti delle Langhe per il proprio territorio che porta alla produzione di meravigliosi prodotti tanto genuini, rende una visita in questi comuni obbligatoria per chi ama il cibo, il vino e la bellezza.

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