Il Bagòss di Bagolino

G: Proseguendo il percorso iniziato qualche post fa sull’arte casearia italiana, oggi scrivo di un formaggio che ho conosciuto grazie al mio rivenditore di fiducia: il Bagòss di Bagolino. Devo ammettere che il commerciante non ha impiegato molto a convincermi, infatti, mi è stato presentato come un formaggio della tradizione lombarda, di stagionatura minima 12 mesi (io ho acquistato un 40 mesi), di colore giallo dovuto all’aggiunta dello zafferano in cottura, detto anche il Parmigiano dei poveri (sebbene il prezzo si aggiri intorno ai 40 euro/kg). Insomma, un formaggio a pasta dura, che si rompe in scaglie, dal colore intenso e dal sapore speziato, perfetto per condire risotti o polenta e davvero strepitoso se gustato a pezzi. Per scrivere questo post, come sempre, ho dovuto approfondire e acquisire tutte le informazioni utili a descrivere il prodotto, oltre alle mie personali sensazioni. La mia ignoranza è stata colmata nientemeno che dalla Fondazione Slowfood, che lo ha classificato come Presidio, la massima riconoscenza per un prodotto agroalimentare della tradizione italiana (simile a IGP e DOP) che ne determina da un lato l’eccellenza, dall’altro la tutela per il rischio di estinzione.
Questo prodotto di eccellenza, che ho trovato raffinatissimo è descritto con i suoi disciplinari al seguente link: http://www.fondazioneslowfood.it/pagine/ita/presidi_italia/dettaglio_presidi.lasso?-id=3500
Non posso che concludere consigliando di provare almeno una volta questo capolavoro dell’arte casearia italiana.

bagoss-14 bagoss-16 bagoss-12 bagoss-4