Dalla cultivar Taggiasca nasce Olio ROI

G: L’olio di oliva è uno di quei prodotti, diffusi nell’area del Mediterraneo, che vede la sua massima espressione nell’eccellenza della produzione italiana. Anche per questo prodotto tradizionale (se ne parla dall’epoca dei Romani), non vi è unità di vedute. Infatti, nel Bel Paese si produce olio da nord a sud, con climi e coltivazioni diverse. Il tipico campanilismo italiano porta i consumatori a ritenere l’olio prodotto nella propria regione di origine il migliore, il tradizionale, quello vero. In realtà, come per il vino, la pasta, i formaggi e ogni altro prodotto alimentare, tutti gli oli prodotti in Italia sono da apprezzare allo stesso modo, secondo le loro peculiarità. In particolare, l’olio di oliva è un prodotto estremamente versatile, può essere utilizzato per friggere, per condire, per conservare, per fare salse o per essere gustato a crudo.
Protagonista del post odierno è l’azienda ligure Roi, coltivatori di olive taggiasche e produttori di oli DOP, millesimati e non solo. I prodotti Roi sono apprezzati in tutto il mondo, grazie anche a un efficiente negozio on-line e la famiglia Boeri (proprietari dell’azienda) ci ha colpito per la passione che dedica da quattro generazioni alla produzione di eccellenza.

oliva-taggiasca

C4P: La prima volta che vi abbiamo scritto per l’intervista, ci siamo rivolti a Paolo (responsabile della comunicazione) chiamandolo signor Roi. Ciò dimostra la forza di un marchio, in realtà nato da un soprannome: come nasce Roi?

Franco Boeri (FB): Certamente il fatto di essere identificati nel nostro marchio è un piacere indescrivibile. Una grande conquista personale guadagnata con anni di duro impegno. Come accennato nella domanda, “Roi” è il soprannome della nostra famiglia. Un soprannome antico visti alcuni documenti del 1600 che già lo citano.
Quando provai per la prima volta ad imbottigliare l’olio, nel 1980, pensai di distinguermi dagli altri frantoiani – ben 3 nella stessa piccola Valle Argentina – che già vendevano con il nome “Boeri”, chiamando la mia produzione “Roi”. Fortuna volle che negli anni “Roi” si dimostrò un nome facile da pronunciare e da ricordare, anche all’estero, questo fu fondamentale per guadagnare i primi mercati.

Logo

C4P: Sentiamo spesso parlare delle dispute, nella Riviera Ligure di ponente, inerenti ai confini entro i quali le olive possono essere definite taggiasche: potete aiutarci a definire un prodotto che troviamo anche al supermercato di Milano, nonostante rappresenti una produzione limitata?

FB: La cultivar Taggiasca è stata introdotta nel nostro territorio dai Frati Benedettini nel 1100 e deve il nome alla città che ne ha visto i natali, Taggia (IM). La cultivar è presente solo nel Ponente ligure, in una zona che si estende dal fiume Centa di Albenga (SV) fino al confine con la Francia – praticamente la provincia di Imperia – e rappresenta lo 0,7% della produzione totale di olio in Italia.

Taggia è alle porte della Valle Argentina – chiamata così per via del riflesso che le foglie degli ulivi donano alle montagne nelle giornate ventose –, nella stessa Valle si trovano i terreni da dove provengono le olive per produrre 2 dei nostri “Cru”.

• A Badalucco (IM) vengono crescono le olive per il “Cru Gaaci” (Tappo Verde) ad un’altezza di 500 mt. s.l.m. circa, in un uliveto “vista mare” composto da 3.000 alberi, circondati dalla macchia mediterranea delle Alpi liguri;
• A Montalto Ligure (IM) vengono coltivate le olive per il “Cru Morga” (tappo Marrone) ad un’altezza di 250 mt. s.l.m. circa, in un appezzamento composto da 2.000 alberi in un naturale anfiteatro, suggestivo e al riparo delle correnti fredde del nord;
• Ai Poggi di Imperia (IM) vengono invece coltivate le olive per il “Cru Riva Gianca” (Tappo Blu). L’uliveto si affaccia sul mare, è composto da circa 500 alberi e si trova a 70 mt. d’altezza, con piena esposizione a SUD.

photo

olio-roi

C4P: in Italia, molti produttori industriali di olio di oliva “tagliano” l’olio con frutti provenienti da paesi come la Spagna. Come tutelare il consumatore?

FB: La tutela del consumatore è molto importante, è per questo che tutti i nostri prodotti sono tracciati e certificati dal Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva D.O.P. Riviera Ligure. Sulla carta d’identita presente all’interno dei tre “Cru” è inoltre possibile conoscere nei minimi particolari: l’uliveto dal quale sono state raccolte le olive, le qualità del terreno e i numeri della raccolta con date e quantità.

C4P: è risaputo che la raccolta delle olive taggiasche è una delle più difficili a causa del territorio impervio. In che periodo e come avviene la raccolta delle olive?

FB: La raccolta dell’oliva Taggiasca è, come già anticipato da lei, molto difficoltosa a causa dei terreni montani, i terrazzamenti e l’impossibilità di meccanizzazione del processo. Partendo da Ottobre può protrarsi fino a Febbraio, tutto dipende dall’annata che, come nelle altre coltivazioni, tende a variare con annate di scarico e di carico: nel passato con una frequenza alternata e stabile, 1 a 1 – un anno di scarico con poche olive e uno di carico con più olive, oggigiorno con una frequenza più variabile.

OlificioRoi024

OlificioRoi058

OlificioRoi055

OlificioRoi027

C4P: che rapporto ha la tradizione Roi con la tecnologia?

FB: In azienda abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per la tecnologia. La tradizione è importante, ma non è tutto, è di fatti indispensabile oggigiorno stare al passo con i tempi e se possibile, anticiparli.
Al frantoio tradizionale – composto da macina, gramola, presse e separatore -, abbiamo affiancato un reparto di defogliazione e lavaggio – ciò permette al contadino di raccogliere e portare a frangere il frutto, senza perdite di tempo dovute alla defogliazione “casalinga” – e un frantoio moderno con molitore a cilindri in pietra che assicura volumi di lavorazione più elevati a fronte di una qualità più che ottima. Lavorando a comparti chiusi permette infatti ai profumi delle olive macinate di non disperdersi nell’aria, aumentando la fragranza finale dell’olio. Il modo migliore di comprendere il processo produttivo però, rimane sempre quello di fare un salto al frantoio durante la produzione e vedere con i propri occhi i vari passaggi, toccare con mano le olive prima della frangitura e assaggiare, con un pezzo di pane, l’olio appena spremuto.

OlificioRoi062

C4P: Come è strutturata e quali progetti avete in atto per la distribuzione?

FB: Il nostro marchio si è da sempre posizionato, grazie alla ricercatezza della cultivar e alla qualità elevata, in una fascia di mercato medio-alta/alta sia a livello Nazionale che Internazionale. Distribuiamo i nostri prodotti attraverso attenti rivenditori specializzati – per quanto riguarda l’estero -, negozi gastronomici di alta qualità e centri Eataly. Il nostro e-shop permette di acquistare comodamente da casa ovunque voi siate, con consegne a domicilio ed è inoltre possibile acquistare i prodotti direttamente in ditta, nel nostro pittoresco negozio a fianco del frantoio.

C4P: Olio Roi ha risentito della crisi economica in atto?

FB: Fortunatamente no. Il nostro settore sta continuando a funzionare bene e il fatturato dell’azienda mantiene una crescita costante del 10-15% annuo.
Da una parte, se vogliamo, la crisi ha aiutato alla sensibilizzazione di clienti che costretti ad acquisti più attenti, con meno sprechi, hanno preferito acquistare poco e bene, piuttosto che tanto e male, optando così per prodotti di qualità.

C4P: Il catalogo dei prodotti Roi è molto vasto, quando avete pensato di diversificare l’offerta e, soprattutto, quali sono i prodotti più venduti?

FB: Vuoi per l’importanza che diamo ai nostri clienti, vuoi perché per crescere bisogna sempre cercare di diversificare la propria offerta, nel corso degli anni abbiamo ampliato il nostro portafoglio prodotti. I clienti, come accennato prima, sono stati fondamentali per l’ampliamento della nostra gamma. Vista la qualità dell’olio, richiedevano sempre nuovi prodotti e così durante gli anni abbiamo cercato di accontentarli, diversificato l’offerta una referenza dopo l’altra.
I prodotti più venduti, come si può immaginare, sono l’olio e le olive Taggiasche in primis, seguiti dal pesto e dalla Polpoliva.
Abbiamo sempre creduto tanto nella didattica, siamo convinti che un consumatore debba essere preparato e conoscere a fondo quello che sta mangiando, d’altronde il cibo è vita e il buon cibo, una vita ottima. Per questo motivo abbiamo voluto far parte da subito, del progetto Slow Food e dell’Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo offrendoci come sede didattica, con le visite al Frantoio e negli uliveti.
Vista poi la grande affluenza di “pubblici” sia universitari che privati che aziendali, da 2 anni è cominciata l’avventura de “l’Adagio”, il nostro agriturismo anch’esso nella splendida Badalucco, vicino alla natura e a due passi dal paese. La nuova struttura ci dà l’opportunità di ospitare chiunque sia in cerca di belle emozioni tra paesaggi tranquilli, cibi ottimi e relax.

C4P: C’è un olio della vostra produzione che considerate assolutamente imperdibile? Quali sono i vostri preferiti?

FB: Sicuramente il Carte Noire, il nostro Extravergine di Taggiasca ottenuto per affioramento, per la delicatezza e il Cru Gaaci, uno dei nostri Extravergini Millesimati, per il carattere di montagna.

OLIO ROI :Via Argentina, 1 – 18010 Badalucco (IM) – Italia
Tel. +39 0184 408004
info@olioroi.com
http://www.olioroi.com

IMG_8431

IMG_8435

IMG_8433