Divisa tra Lazio e Umbria, scopriamo l’azienda vinicola Falesco

P: Comincia nel 1979 a Montefiascone la storia di Falesco, azienda fondata dai fratelli Cotarella che volevano rilanciare e recuperare gli antichi vitigni della zona che un tempo erano ad uso quasi esclusivo di mense papali e dell’antica nobiltà.

La leggenda narra che la storia dell’Est! Est! Est”, vino tipico di Montefiascone, cominciò nel 1111 quando il servo Martino usò la locuzione Est! Est! Est! (ovvero “c’è” tre volte), per indicare al vescovo Johannes Defuk la presenza di un vino eccellente in una locanda. Il vescovo si legò molto a questo territorio e alla sua morte richiese agli abitanti che ad ogni anniversario, venisse versata una bottiglia di quel vino sulla sua tomba. Ancora oggi ad Agosto, vengono rievocate le gesta del vescovo.

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Sono passati 35 anni, è stato un percorso lungo, un percorso che ha portato questa realtà, questa azienda ad essere conosciuta e riconosciuta a livello internazionale, in particolare grazie al Montiano, frutto di un taglio di uve Merlot impiantate da innestatori di Montpellier. Ma scopriamola un pochino di più con l’intervista a Pier Paolo Chiasso, Direttore Generale Falesco.

C4P: Tutto è cominciato a Montefiascone, nel Lazio. Da una quindicina di anni vi siete allargati con l’acquisizione di alcuni terreni a Baschi (poco lontano da Orvieto). Presentano caratteristiche simili i due territori in termini di clima e terreno? Allargamento dell’offerta od opportunità dovuta ad altre motivazioni?

PPC: Montefiascone: clima più fresco, influenza del Lago di Bolsena, terreno di origine vulcanica, ricco di scheletro. Montecchio: clima più caldo, terreno con diverse caratteristiche, sedimentario, calcareo e argilloso. L’allargamento si deve all’origine orvietana della Famiglia Cotarella e, quindi, alla conoscenza delle colline intorno ad Orvieto.

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C4P: Ci può descrivere il vostro processo produttivo e quali sono i suoi punti di forza ?
PPC: Attenzione maniacale a tutte le lavorazioni nel vigneto al fine di mantenere sempre un giusto equilibrio che porti a raccogliere uve sane. In cantina l’utilizzo delle tecnologie ci deve aiutare ad esaltare le caratteristiche che le uve presentano al momento della raccolta.

C4P: Quali sono le botti che utilizzate, da dove provengono e quali sono le loro peculiarità ?
PPC: Barriques di rovere francese con una bassa percentuale anche di rovere americano. Tostatura media, per un’equilibrata interazione legno-vino.

C4P: Il Montiano è il vostro fiore all’occhiello. Quali sono le caratteristiche che lo contraddistinguono ?
PPC: La sua origine territoriale, la sua riconoscibilità, la sua eleganza, la sua bevibilità.

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C4P: Meglio concentrarsi su un innalzamento della qualità o su un allargamento dell’offerta che consenta una migliore distribuzione dei costi?
PPC: La politica aziendale è quella di concentrarsi sui prodotti di fascia più alta.

C4P: Come reagisce Falesco a questi anni di crisi italiana ?
PPC: La reazione è decisamente positiva in termini di risultati e molto impegnativa in termini di lavoro e investimenti. Il mercato interno è quello che da quattro anni cresce costantemente.

C4P: Come giudica la vendemmia 2013 ?
PPC: Vendemmia complicata dall’andamento climatico primaverile ed estivo. Forse non una vendemmia da ricordare, ma che ha comunque dato prodotti all’altezza della situazione.

C4P: Un aneddoto curioso che fa parte della storia della vostra azienda o esperienza aziendale ?
PPC:
Quando alla fine degli anni Ottanta innestammo le prime viti rosse in una terra, quella di Montefiascone, che allora sembrava esclusivamente vocata ai vitigni bianchi, la cosa venne giudicata quasi dissacrante, dando luogo a “sollevazioni popolari”. Poi, con Montiano, i risultati ci diedero subito ragione; ed oggi ricordiamo quel momento con grande orgoglio e un pizzico d’ironia.

http://www.falesco.it

Cantina_Falesco

Barriccaia_Falesco

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