Taste of Milano 2014

C4P: anche quest’anno Paolo ed io abbiamo partecipato a Taste of Milano, festival enogastronomico svoltosi in una delle location più modaiole di Milano: il Superstudio Più di via Tortona. L’evento si è svolto dall’8 all’11 maggio 2014 e ha visto la partecipazione di bravissimi chef e produttori di eccellenze milanesi, lombarde e italiane. Io e Paolo riteniamo Taste il miglior food event a cui partecipiamo ogni anno, perché non è un’invenzione dell’ultimo minuto legato alla recente febbre da Expo o alla moda della cucina in televisione. Si è guadagnato credibilità nei quattro anni in cui si è svolto a Milano. Infatti, Taste è un evento nato a Londra nel 2004 con l’obiettivo di celebrare la varietà e l’eccellenza dei ristoranti del luogo in cui si svolge e avvicinare il grande pubblico all’alta cucina e ai prodotti di qualità. Il risultato è che chi si avvicina a Taste convinto di andare a farsi un’abbuffata a una delle tante fiere legate al cibo rimane regolarmente deluso, mentre chi cerca esperienze di gusto contemporanee, rimane entusiasta.

Svolta la doverosa premessa dovuta a chi ancora ci chiede che cosa è il Taste, oppure ci dice: “ah, uno dei soliti eventi”, vi descrivo la serata dell’8 maggio a cui abbiamo partecipato. L’amico Emanuele Bonati di Cibvs ci ha invitati a seguire uno dei laboratori che si tenevano nell’area The Lab di Taste: Grissini croccanti & Secret Ingredient con Gualtiero Villa di Cucina In e Emanuele Bonati. Abbiamo realizzato dei grissini fantastici in mezz’ora e l’ingrediente segreto era una spezia diversa (la nostra era l’aglio orsino) per ogni partecipante, fornita da Tuttelespesiedelmondo.it, già protagonista di una nostra intervista nell’ottobre scorso.

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Finito di cucinare, ci siamo tolti il grembiule e ci siamo diretti ad acquistare crediti per acquistare i piatti da assaporare. Il menu lo avevamo già studiato e quindi avevamo già organizzato il percorso partendo da Wicky’s, dove abbiamo ordinato prima un Oriental Burger composto da tonno, barbabietola, lattuga, pomodoro, cipolla e salsa speciale Wicky’s e poi un Maialino Kaneki (maiale tipico della tradizione giapponese cotto per 16 ore). Ritengo Wicky Pryan, proprietario del ristorante che porta il suo nome, uno chef raffinatissimo. Paolo ha preferito l’hamburger, mentre io mi stavo per commuovere ad assaporare il maialino, strepitoso!

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Ringraziato lo chef (tutti gli chef sono presenti), ci siamo diretti da Acanto – Hotel Principe di Savoia dove lo chef Fabrizio Cadei ci ha deliziati con un Il carciofo di Petrosa confit, pepe di Timut, crumble di liquirizia e neve di crescenza. In questo caso sia io che Paolo abbiamo trovato il piatto delicato, interessante nelle consistenze e nei colori, davvero buono ma non emozionante.

 

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Sento parlare da tempo dell’Alchimista, dove Misha Sukyas stupisce con abbinamenti e piatti visivamente bellissimi, quindi, non potevo mancare di assaggiare una Finta pasta al forno ripiena di spuma di petto d’oca affumicato su crema Saint Germain. Anche in questo caso le consistenze erano fantastiche, il piatto era certamente bellissimo, tuttavia non ho percepito nettamente il petto d’oca e sono rimasto con la voglia di voler provare ancora la cucina di questo estroso chef.

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A pochi passi da noi si stava creando la solita coda per accedere ai piatti di Roberto Okabe del Finger’s Garden, così, non ci siamo fatti perdere l’occasione e abbiamo ordinato la Yuke-Don-Wagyu, tartare di Kobebeef con uovo di quaglia perfetto, riso sushi e wasabi fresco. Ecco cosa considero la perfezione nel gusto, emozionante, buonissimo e bellissimo.

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A quel punto ci eravamo lasciati uno spazio per il dolce, che non abbiamo impiegato molto a scegliere tra i tanti del menu, così siamo andati da Andrea Aprea del Vun – Park Hyatt Milan, dove abbiamo assaggiato La pastiera sferica, davvero un piccolo capolavoro di pasticceria, buonissima e bellissima.

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Siamo così giunti al termine del nostro iter gastronomico tra alcuni dei migliori ristoranti di Milano, con la certezza che il prossimo anno ci saremo di nuovo per incuriosirci, emozionarci e capire a chi rivolgerci quando vogliamo toglierci uno sfizio o semplicemente farci un regalo assaporando l’alta qualità della ristorazione milanese.