Tradizione e qualità che arrivano dalla Montagna: i Valtellina

P: Immerso nella verde zona periferica di Milano, ormai da 28 anni, vi è un vero e proprio angolo della Valtellina, terra d’origine della famiglia Manfredi, proprietaria e alla guida in cucina con Paolo. Poco tempo fa me ne aveva parlato un’amica, descrivendolo con un locale che meritasse attenzione. É capitata l’occasione di provarlo, l’ho colta.

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Accogliente, un gradino sopra quello che ci si potrebbe aspettare da un’Osteria. Tonalità calde, luci non invasive ma d’atmosfera, oggetti di vario genere come uno scarpone di legno, una vecchia radio e una campanella pennellano la scenografia. Una sala principale e una più piccola, appartata, collegata al giardino, attraverso una ampia e luminosa vetrata che da respiro, colore, aria. C’è persino un orticello, neppure così minuscolo, che omaggia la cucina con qualche verdura di stagione e diverse erbe aromatiche.

La cucina è un vero e proprio viaggio nella tradizione della vallata montana. Il compito del benvenuto è affidato agli Sciàtt (rospo in valtellinese), frittelle di grano saraceno e casera, non indossano il tight da maggiordomo, ma eseguono più che degnamente la loro mansione. Si passa poi ad un tagliere di salumi valligiani con bresaola artigianale, slinzega (un salume fatto con le rifilature della carne) dal sapore deciso, violino di capra, vari salami, patè e burro al ginepro; tutto di ottima qualità. Porcini e finferli sottolio, insieme a delle sontuose cipolline, completano l’inizio.

(Gli Sciàtt di benvenuto)

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(Patè e burro al ginepro fatti in casa)

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(Lo chef Paolo Mafredi con il violino di capra)

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Interessante il risotto all’onda con mirtilli e porcini, equilibrato nei sapori, ma il piatto più famoso, ovvero i Pizzoccheri, rappresentano il vero e proprio esame di maturità. Vengono realizzati a mano tutti i giorni con farina di grano saraceno e acqua; patate, coste (meno grevi delle verze), casera, bitto e burro chiarificato fatto in casa, gli altri ingredienti che li completano. E proprio quest’ultimo è il turbo che ha permesso di elevare il piatto, permettendo di fondere a una temperatura più alta i due formaggi.

Uno spiedo gigante e un enorme bavaglio sono i tratti distintivi che accompagno lo Zigoiner, piatto tipico engadinese, valle nel cantone rossocrociato dei Grigioni. La carne viene cotta sullo spiedo ed è accompagnata con porcini e polenta e taragna. Impegnativo, non sublime ma divertente e ben eseguito.

Sui dolci forse si potrebbe fare qualcosa in più ma ci si arriva già pienamente, in tutti i sensi, soddisfatti. Non è sicuramente uno di quei ristoranti che insegue spasmodicamente le mode, il suo abito è ben definito, chiaro e, nonostante il menù possa sembrare esclusivamente adatto ai freddi dell’autunno e dell’inverno, può essere piacevole anche nella stagione più calda. In sintesi un concentrato di tradizione con sostanza, parecchia, accompagnata dalla giusta eleganza e piacevolezza.

Osteria I Valtellina
Via Taverna, 34 – Milano
Tel. 02.7561139 / 02.75603000
info@ivaltellina.it
http://www.ivaltellina.com

(Ci prepariamo allo Zigoiner)

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(Risotto con Mirtilli e Porcini)

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(I Pizzoccheri con coste, casera e bitto)

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(Lo Zigoiner con porcini e polenta e taragna)

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(Il Dessert)

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