La nostra nuova rubrica dedicata al mondo del vino, apre con il Bricco dell’Uccellone 2011

C4P: Quando abbiamo pensato a questa nuova rubrica, volevamo che fosse curata da un grande professionista ma, al tempo stesso, avesse nel suo dna lo spirito del blog: alta qualità alla portata di tutti. Niente eccessivi tecnicismi, meno voli e sogni pindarici che spesso e volentieri ritroviamo in tante recensioni su quotidiani, guide, magazine etc., più piacevolezza nel leggere qualche riga.
Abbiamo pensato subito a Marco, era la persona giusta e abbiamo il piacere di presentarvelo con questa sua prima recensione.

DSC_0727

Il Bricco dell’Uccellone

Marco Curcio: C’è Barbera e barbera, in questo caso si parla di Asti e di un nome che è diventato, meritatamente, un vino apprezzato in tutta Italia e non solo.
La prima domanda spontanea che spesso clienti ed amici mi chiedono, è da dove arrivi questo nome curioso. Bricco dell’Uccellone è frutto di una dedica, un pensiero a una Signora sempre e quasi ossessivamente vestita di nero che abitava nei pressi del vigneto, veniva chiamata “L’Uselun”…
L’annata, il 2011 , in Piemonte è stata decisamente interessante. Il vino, 12 mesi in barrique e altrettanti in bottiglia, si presenta con un bel rosso rubino, luminoso; dopo aver avvicinato il naso al bicchiere potrete percepirne tutta la sua complessità. In prima battuta il frutto, non è esattamente un lampone, si è già su sfumature di frutto di bosco, poi la speziatura ( avete mai annusato un barattolo di spezie quando è vuoto? Bravi…è proprio quel sentore! ); ho già bevuto il Bricco dell’Uccellone di altre annate e so per certo che non si ferma ed infatti, un attimo di attesa e arriva la nota mentolata.
Ci sono anche altre sfumature, è vero, ma credo che, dopo i sentori primari, prevalga sempre la soggettività di ognuno che abbia voglia di prendersi un attimo d’intimità con il suo bicchiere, immergendosi nel ricordo di un profumo già sentito in passato.
In bocca è ampio ed avvolgente, ma soprattutto persistente, in una parola “Elegante“.
Il tannino ? Non aggressivo, quasi ti abbraccia.
L’abbinamento consigliato sarebbe con un bell’arrostino di Fassona Piemontese, qualcuno potrebbe storcere il naso vista la stagione, ma per il vino buono a volte basta la giusta compagnia…

Prezzo medio in enoteca: 35 – 45 euro

 

Braida di Giacomo Bologna
Via Roma, 94
14030 Rocchetta Tanaro (Asti)
Piemonte – ITALIA
info@braida.it
http://www.braida.it

DSC_0725

DSC_0729

DSC_0733

Marco Curcio: 30 anni, sommelier professionista e nel mondo della ristorazione da ormai 13 anni. Ecco la sua storia.

Fin da bambino ero incuriosito dall’organizzazione alberghiera, non c’era una spiegazione reale, era semplicemente l’inizio di una passione.
Nel 2001, appena terminata la scuola alberghiera, mi sono immediatamente tuffato nel mondo del lavoro cominciando con una stagione a Cortina d’Ampezzo. Una prima esperienza necessaria nelle Dolomiti per farmi le ossa, in vista dell’assunzione già concordata con il miglior ristorante della mia città.
La mia carriera quindi inizia ufficialmente al ristorante “I Castagni” di Vigevano ( 1 stella Michelin ), trascorro 3 anni intensi prima di passare alla piazza milanese. Mi accoglie nel suo team Pietro Leemann, ristorante Joia ( 1 stella Michelin ), il miglior vegetariano d’Italia e probabilmente non solo dello Stivale. Si aprono le porte di Londra, lo Sketch, ristorante di Pierre Gagnaire e nel 2008 torno in Italia, in qualità di sommelier per l’apertura di quello che oggi è uno degli Spa-Resort più importanti del nord Italia, il Lefay Resort *****L di Gargnano sul lago di Garda.
Siamo già nel 2010, è tempo di ritornare a Milano, la città che più di tutte mi ha fatto crescere, un ritorno in famiglia, ancora al Joia da Leemann e da quello che è diventato con il tempo il mio miglior amico, l’ex maitre ed attuale restaurant manager del Cipriani di Venezia, Carlo Tofani, il mio vero maestro.
A settembre 2011 arriva l’occasione di poter fare il secondo sommelier al Trussardi alla Scala (2 stelle Michelin), all’epoca lo chef era Andrea Berton, la colgo al volo, dopo qualche mese però la guida del ristorante cambia e cambiano anche i direttori di sala. La guida della cucina passa allo chef Luigi Taglienti, il ristorante recupera immediatamente una stella Michelin e con lui si instaura una bellissima collaborazione che mi ha dato la possibilità di svolgere il mio lavoro/passione al meglio.
A breve la mia esperienza lavorativa prenderà una nuova svolta come libero professionista ma sempre nel mio amato mondo del vino…

DSC_0726