Chef, Blogger e Giornalisti ? Sembrerebbe uno scontro fra Titani

P: Il mondo del cibo, ormai da qualche anno, è letteralmente esploso, soprattutto a livello mediatico: i programmi di cucina si sprecano e, a ruota, blogger, presunti giornalisti, chef e presunti cuochi. Qualcuno sostiene che sia una bolla che prima o poi salterà; io sono del partito che, se per caso dovesse spegnersi in modo massiccio questo interesse in Italia, forse faremmo meglio a traslocare dallo Stivale…
Il nodo della questione però è un altro, ovvero, Rispetto, Qualità e Professionalità, principi e caratteristiche che non dovrebbero mai mancare.
Come in tutti i settori ci sono professionisti e millantatori, è una delle storie più vecchie del mondo ma, ogni tanto, ci vorrebbe un minimo di ordine e chiarezza.

Quando ho cominciato ad organizzare cene a casa mia con amici, prima ancora che aprissi questo blog, spesso e volentieri arrivavano commenti che suonavano come “dovresti aprire un ristorante”, “perché non apri un ristorante ?”. Io non essendo un professionista dei fornelli, ma un appassionato che coltivava qualcosa che amavo fare, non li ho mai presi sul serio, come è giusto che fosse; non ho mai minimamente pensato di mettere anche un solo piede in una cucina da ristorante per lavorarci, non sono all’altezza, è la realtà, that’s it. Parlo di cibo perché in questi anni mi sono costruito un buon bagaglio di informazioni, esperienze, lo racconto; posso, saltuariamente, organizzare e preparare un catering sulla base delle mie capacità; posso occasionalmente mostrare come preparare alcuni piatti attraverso video o showcooking perché sono cresciuto a pane e comunicazione e, forse, in alcuni casi, riesco a spiegarlo meglio di chi ha passato migliaia di giornate e nottate intere nella cucina di un ristorante, perché cucinare non significa saper anche comunicare, sono due cose diverse, ma mi fermo a questo, non posso andare oltre. Non potrei mai tenere un corso di cucina, non potrei mai sostituirmi a uno chef (vero) di un ristorante, non potrei mai millantare di essere “The King of Pasta o Risotto”. Invece, mi imbatto sempre più frequentemente in personaggi che si improvvisano e si autocelebrano senza averne alcun presupposto…

Allo stesso modo, non sono un giornalista, bensì un comunicatore: se penso che lettere era la materia che odiavo di più durante il liceo…mi vien davvero da ridere. Per parlare di un qualunque argomento ci vuole conoscenza, non quella presunta; è necessario capire, conoscere, approfondire, se poi si ha la bravura e la capacità di farsi apprezzare in ciò che si scrive e si comunica, è solo il pubblico a deciderlo. I blogger, in molti casi, sono visti come i nuovi scrocconi, dall’altro lato, i giornalisti, per la maggior parte, sono un ordine che li osteggia ma, soprattutto, una buona fetta della loro categoria non ha capito e saputo accettare che il mondo della comunicazione si è evoluto, è cambiato. Il blogger è una figura promiscua che oscilla tra le passioni per la cucina, la scrittura e la fotografia
Possono coesistere giornalisti e blogger ? Io credo di sì: se si scrive per una testata si hanno determinate regole editoriali da seguire e rispettare, è normale, il blog invece dovrebbe, e sottolineo, DOVREBBE essere una voce libera. Io non ho mai nemmeno pensato che questo blog potesse essere in qualche modo, uno strumento per sparlare di qualcuno o qualcosa, non deve trasformarsi in qualcosa che cavalchi la malsana moda di fare notizia a tutti i costi. Sono due modi di comunicare DIFFERENTI.

Sono stufo di vedere blogger che non sanno scrivere in italiano, sono stufo di vedere improvvisati che organizzano corsi di cucina, sono stufo di vedere cuochi che si credono diretti discendenti del Divino. Qualità, Professionalità e RISPETTO! Ci vuole RISPETTO per gli Chef (veri), per i Giornalisti (veri), per i Blogger (veri), per i Comunicatori (veri). Ognuno si concentri sul proprio mestiere e sulla propria passione; ognuno rispetti il ruolo e il lavoro degli altri, evitando di rovinare una categoria che non gli appartiene; ognuno cerchi di migliorare quotidianamente quello che è il suo talento, ognuno di noi ne ha almeno uno; il problema è che certi personaggi non meritano di lavorare per il prodotto/servizio che propongono e fanno solamente un danno a chi appartiene con merito a ognuna di queste categorie.

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