Identità Golose 2017

Magie e sogni che prendono corpo e vita, Conoscenze che aprono nuove prospettive in ambito sociale, Profumi sempre più protagonisti, potrei riassumere così ciò che mi ha trasmesso la tredicesima edizione di Identità Golose.

Per alcuni è solo una grande vetrina, un appuntamento dove esaltare la figura degli chef, adularli e creargli quell’aurea incantata che li fa sembrare i cittadini di un Nirvana insensato, in realtà le paillettes abbaglianti rivelano una concretezza a volte inimmaginabile, non solo a chi vede il cibo solo come necessità di sopravvivenza, ma anche a chi è un appassionato vero e convinto di questa arte.

Niko Romito (credits Brambilla – Serrani)

E così Niko Romito ha mostrato come oltre quel luccichio delle tre stelle, lo studio, l’approfondimento quasi esasperato siano dei mezzi meravigliosamente utili per scoprire come stravolgere la somministrazione di cibo ai malati, all’interno degli ospedali. Piatti paurosamente tristi e terribili possono essere sostituiti con i medesimi ingredienti, medesimo food cost, medesimo personale con qualcosa che dia piacere. Non è fantascienza, è applicazione di regole, metodi e tecniche e sono certo che sia solo uno dei primi passi che apriranno prospettive incredibili a livello sociale, uno stravolgimento e un innalzamento della qualità di vita che fino a poco tempo fa, credo fosse assolutamente inimmaginabile.

Angel Leon (credits Brambilla – Serrani)

Non conoscevo assolutamente invece Angel Leon, mi ha conquistato, letteralmente RAPITO! Non parlo spagnolo, lo intuisco e spesso e volentieri evito di avere le cuffiette traduttrici perchè ti tolgono la carica e l’intensità del tono di voce, ho percepito una persona la cui anima è stata totalmente affidata al mare, una passione viscerale che non si apprende, fluisce e scorre impetuosamente nelle sue vene. E’ lo chef di Aponiente, un mulino di mare, il ristorante (probabilmente) stellato più a sud d’Europa, una zona della Spagna non così rinomata come una delle mie prossime mete, i Paesi Baschi.
A tratti sembra di vedere una puntata di Quark sul mondo blu, impressionante il livello di dettaglio, qui siamo ben oltre il conoscere una materia prima, il suo viso non nasconde emozioni, sembra di rivedere un bimbo alla scoperta di un mondo fiabesco, costantemente curioso, voglioso di saperne sempre di più. Scoprendo il plancton blu all’interno di alcune seppie dell’Atlantico, si è riacceso il suo sogno, la luce del mare, riprodurla nel piatto e così, senza indossare i panni di Copperfield, c’è riuscito. Vedere prima il video che ha dedicato a questa creazione (lo trovate qui: https://vimeo.com/189812535) e vederlo poi davanti ai propri occhi, va aldilà dello stupire con banali effetti speciale, è GENIALITÀ.

Ho sempre sostenuto che la cucina fosse cultura, un’enciclopedia completa della tradizione di un popolo, rappresentasse un mondo infinito da esplorare, ogni giorno con qualcosa da imparare, qualcosa che accende interesse, voglia, curiosità e, grazie ad Identità Golose, a Paolo Marchi e a tutto il suo staff, ancora una volta, ne esco arricchito e sempre più affezionato.

Photo Credits Brambilla – Serrani

Palmiro Ocampo (credits Brambilla – Serrani)

Nino Di Costanzo (credits Brambilla – Serrani)

Enrico Bartolini (credits Brambilla – Serrani)