Chi siamo

Paolo, nato a Milano nel ’77, si laurea in Bocconi nel 2002 in Economia Aziendale e, dopo uno stage durante l’ultimo anno universitario, viene coinvolto nel team che ha il compito di lanciare la nuova MINI. Esperienza splendida, sia per i risultati sia soprattutto per l’ambiente lavorativo, ma dopo un anno e mezzo il mondo incantato svanisce, in BMW Italia resiste tre anni e mezzo tra marketing ed eventi poi decide di aprire nel 2005 Archè Eventi, un’agenzia di eventi con una forte impronta artistica.

Una delle fortune più grandi nel suo percorso è stata quella di conoscere, oltre alla sua meravigliosa socia Francesca, un personaggio fantastico, Stéphane, colui che ha scatenato la sua enorme passione per il mondo del circo moderno, le Cirque du Soleil.
Oggi, oltre a continuare ad essere creatore di eventi e manager artistico, studia, sperimenta e si esprime con l’arte della cucina.

Giacomo, nato a Bologna nel ’76, vive a Milano dal 1985 dove si laurea in Giurisprudenza e dove nel 2007 consegue il titolo di avvocato. Attualmente, oltre ad esercitare la professione, svolge attività di consulenza per un servicer che gestisce assets mobiliari e immobiliari. Grande appassionato di musica, ama la sua moto, i viaggi e, ovviamente, la buona cucina.
Ispirato da radici diverse della propria famiglia (principalmente piemontesi e romagnole) si dedica allo studio e alla realizzazione dei piatti della vastissima tradizione culinaria italiana, per poter apprezzare pienamente la cucina contemporanea.

PERCHE UN ALTRO BLOG DI CUCINA?
Io e Paolo ci conosciamo da quindici anni, sebbene la nostra collaborazione culinaria sia più recente. Infatti, ricordo che era il 2007 quando, dopo un periodo di lontananza dovuto agli impegni personali di ognuno, complice un comune amico, si è organizzata una rimpatriata a casa di Paolino per una cena. Io, scettico di natura e, in particolare, su chi si professa “grande chef” perché magari riesce ogni tanto a fare un risotto invece che comprarsi una pizza d’asporto, mi presento privo di aspettative e desideroso solo di scolarmi una bottiglia di vino in compagnia per rimembrare nostalgici episodi dei tempi universitari e farmi quattro sane risate. Bene, si fecero anche più di quattro risate e, certamente, bevemmo più di una bottiglia di vino ma quello che mi è rimasto più impresso di quella serata furono il risotto ai porcini e, a seguire, il filetto alla senape realizzati entrambi alla perfezione e impiattati da ristorante di livello. Il mio scetticismo aveva lasciato spazio allo stupore e, subito dopo, alla competizione. Mi chiedevo: sa fare solo questo? Confrontandomi poi con Paolo, ho capito che la sua passione per la cucina aveva radici profonde e lo aveva portato a cucinare molto bene, così, gli proposi di cimentarsi in una cena con(contro) me. La condivisione della cucina (cosa a cui non ero abituato per indole) con Paolino, nata quasi come una sfida, si è invece rivelata una proficua e duratura collaborazione. I confronti e i conflitti sono proseguiti accrescendo la nostra esperienza e portandoci a sperimentare piatti di sempre maggior difficoltà di esecuzione tecnica e complessità creativa. Ciò non è stato fatto a caso, infatti, oltre alle esperienze dirette acquisite dalle nostre famiglie, ci siamo documentati con le migliori edizioni di cucina presenti sul mercato e, consigliati anche da professionisti, abbiamo studiato ed approfondito la materia, fatto corsi e dedicati alla ricerca della miglior materia prima possibile (sempre nei limiti di tempo dati dai nostri lavori).
Entrambi abbiamo sempre coltivato l’idea di condividere il piacere della buona cucina, magari dell’alta cucina (rendendola accessibile e comprensibile anche ai detrattori dei ristoranti da 200 euro a cranio). In tal senso le soluzioni erano tre:
1-    aprire un ristorante;
2-    pubblicare un libro;
3-    aprire un blog.
La soluzione n. 1 è impraticabile per due professionisti di altri campi che non hanno esperienza di management nella ristorazione (seria), non riteniamo ci si possa improvvisare chef (nel più ampio senso della parola, vale a dire non solo cuochi ma anche veri e propri imprenditori) senza la dovuta preparazione. Non apriremo mai locali che ti servono una pizza di gomma o un risotto in 3 minuti o ancora un franchising di grandi catene che servono sughi acidi e pizze passandole per tradizionali napoletane o simili.
La soluzione n. 2 è “statica”, riteniamo sia un punto di arrivo, non di partenza. Il libro è celebrazione di ciò che si è creato, non improvvisazione. In realtà, al giorno d’oggi, le librerie sono piene di testi di cucina che non hanno né capo né coda, scritti da giornalisti televisivi e non da cuochi professionisti. Tante edizioni pessime, che raccolgono confusamente migliaia di ricette senza un senso logico. Nell’editoria oggi riscontriamo un gran disordine, il caos, c’è tutto e il contrario di tutto. Tuttavia, i grandi maestri sono presenti e impareggiabili.
La soluzione n. 3 è ciò che fa per noi, noi che continuiamo a sperimentare e crescere tutti i giorni, noi che proviamo nuovi ristoranti e li recensiamo, noi che non ci definiamo chef, ma aspiranti tali, perché sappiamo che il percorso è lungo e difficile e lo vogliamo condividere con tutti quelli che credono che la cucina sia Cultura e non moda, noi che riteniamo che Benedetta Parodi o, peggio, Tessa Gelisio non abbiano nulla a che fare con la cucina, impoverendone drasticamente i contenuti. Il blog è uno strumento flessibile che permette di accogliere critiche e consigli.
Così come nell’editoria cartacea, anche su internet si riscontra una confusione in ambito culinario impressionante. Il disordine e il relativismo regnano sovrani, ognuno pubblica ciò che vuole senza riferimento alcuno a tradizione e storia del piatto che propone. Molti copiano e incollano ciò che altri pubblicano senza contestualizzare la nuova “creazione”. Il risultato è che se si è in cerca di una ricetta come gli agnolotti con ripieno di arrosto e sugo di arrosto (classicissima ricetta piemontese), su internet se ne trovano svariate versioni senza sapere quale è la tradizionale. Allo stesso modo se si cerca il tortello mantovano o le lasagne o…gli spaghetti al pomodoro! Come si fa la pasta fresca? Internet non da una risposta univoca e ciò proprio nella Patria della pasta. Ecco spiegata la necessità di un nuovo blog, diverso dagli altri, non solo un ammasso di ricette ma un tentativo di mettere ordine e spiegare a chi si avvicina ai fornelli come la Cultura del proprio Paese sia strettamente legata alla cucina, indicando quei punti di riferimento e quelle poche certezze di cui oggi internet è privo.
Giacomo
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